Esce domani

Pacifico, romanzo d'esordio del cantautore: omaggio Milano anni '50

Pacifico, romanzo d'esordio del cantautore: omaggio Milano anni '50
"Finalmente un libro. Iniziato anni fa, trasformatosi cento volte, ora finito. Questo è un romanzo - dice Pacifico - c'è una famiglia, fortunata, poi allo sbando. Un errore imperdonabile. Un magazzino pieno di memorie. Mille piccoli stratagemmi per nascondersi al tempo, inesorabile ma ottuso, che sa solo andare e andare. Ci sono occhi neri come ricci di mare. Vinili rimasti sul piatto

Esce domani "Ti ho dato un bacio mentre dormivi" (Baldini&Castoldi), romanzo d'esordio del cantautore Pacifico, al secolo Gino De Crescenzo. E' un omaggio alla Milano in bianco e nero degli anni Cinquanta, alla Milano che appariva il luogo delle opportunità. Pacifico presenterà il libro domani a Milano (ore 18.00 Feltrinelli Piazza Piemonte), il 30 settembre a Roma (ore 18.00 Feltrinelli Via Appia) e il 3 ottobre a Brescia (ore 18.00, Librixia).
La storia: Agostino Sella, uomo schivo e mite, viene aggredito brutalmente e senza alcun motivo nel parcheggio davanti a casa sua. Tra le conseguenze del violento pestaggio subisce anche una perdita totale della memoria. Dopo una lunga convalescenza, decide di ritirarsi a vivere in un magazzino abbandonato, nel retro della Pregiata Tipografia Sella, un tempo appartenuta alla sua famiglia. E il sottoscala, pieno di oggetti e ricordi del passato, "un museo della cianfrusaglia", diventa il luogo dove vicini e conoscenti vanno a raccontargli sconfitte e piccole rivincite della vita, storie di solitudine, ansie e infelicità.
Un campionario malinconico e divertente di perdenti di cui Agostino diventa involontario confessore. La nonna e il nonno Luigi - che ha cercato di trasmettergli la sua passione per il pugilato senza grande successo - per aiutarlo a ricostruire il suo passato, lo frammentano in tanti ricordi, parole scritte su foglietti di carta messi in una boccia di vetro. Ogni biglietto estratto servirà ad Agostino a ricostruire l'intero mosaico della sua vita: il grande amore per Angela, il suo migliore amico Darbe, conosciuto in una palestra di piazzale Insubria, il suo cane e chi ha amato di più: sua madre e suo padre. "Finalmente un libro. Iniziato anni fa, trasformatosi cento volte, ora finito. Le 'mosche' era una raccolta di pensieri, un libretto che mi accompagnava, e forse mi accompagnerà ancora se farò concerti solitari. Questo è un romanzo - dice Pacifico - C'è una famiglia, fortunata, poi allo sbando. Un errore imperdonabile. Un magazzino pieno di memorie. Mille piccoli stratagemmi per nascondersi al tempo, inesorabile ma ottuso, che sa solo andare e andare. Ci sono occhi neri come ricci di mare. Vinili rimasti sul piatto, a far da vassoio alla polvere. Ricordi confusi, inventati ma necessari. C'e' l'estate cittadina, e le sedie in plastica rossa dei cinema all'aperto. C'e' un ragazzino che beve il suo primo caffè. C'è una casa con un giardino non curato, che resiste in mezzo alle nuove costruzioni di cemento e vetro. Ci sono io ovviamente, un pò in tutti quelli che parlano, o ascoltano".